Non ci sono altri commenti

Donna: Parliamone insieme

Il Progetto “Donna: Parliamone Insieme” è stato promosso dalla Parrocchia Maria Immacolata M.D.P. di Ceglie Messapica – Diocesi di Oria, la cui realizzazione nella fase progettuale è  prevista su due anni.

Nasce da alcuni bisogni emersi nella nostra realtà locale in base alle esperienze che gli operatori del Centro Ascolto Caritas hanno avuto in campo personale e professionale. Raccogliendo i disagi del mondo femminile nella nostra realtà cittadina, hanno ritenuto di progettare questo intervento.

I bisogni iniziali emersi e inseriti nella fase di progettazione sono questi:

  • Grave mancanza di lavoro nella nostra realtà locale:
  • Insoddisfazione morale, sociale e spirituale che porta alla solitudine e alla depressione:
  • La difficoltà di essere se stesse nonostante i vari ruoli familiari ricoperti;
  • Emarginazione sociale e aumento in modo esponenziale delle violenze all’interno della famiglia.

Campo d’intervento

Il campo d’intervento in cui si è inserito questo progetto è stato quello del sostegno alla persona e nello specifico alle donne, per promuovere, responsabilizzare, ridare dignità, riconoscere e tutelare i diritti della persona in difficoltà, accompagnandola in un processo di liberazione progressivo dalle cause che hanno provocato la domanda di aiuto.

Soggetti coinvolti

Il soggetto coinvolto maggiormente nel progetto è stata la comunità parrocchiale  e civile attraverso gli operatori pastorali formati a determinati obbiettivi e a gestire tali problematiche. Inoltre la presenza di alcune figure professionali aventi competenze specifiche (esperti della comunicazione e dell’informazione, esperti nella relazione di aiuto alla persona, figure mediche e legali, volontari esperti del web, sindacalisti, esperti dell’imprenditoria, assistente sociale) è garanzia della buona riuscita degli obbiettivi previsti.

La comunità ecclesiale è stata presente nella partecipazione alle varie attività, con la presenza costante del parroco a disposizione e a garanzia delle finalità del progetto stesso.

Soggetti destinatari

I soggetti destinatari diretti sono stati:

  • Donne inoccupate
  • Donne sposate
  • Donne vedove,
  • Donne occupate
  • Donne giovani
  • Donne isolate

I destinatari indiretti sono stati:

  • La famiglia
  • I minori
  • La comunità civile e religiosa

Finalità 

Le finalità dell’iniziativa in via generale sono state quelle di:

  • Promuovere, responsabilizzare, ridare dignità, riconoscere e tutelare i diritti della persona in difficoltà attraverso progetti di aiuto personalizzati;
  • Accompagnare la persona che vive uno stato di disagio in un processo di liberazione progressivo dalle cause che hanno provocato la domanda di aiuto, coinvolgendo la comunità cristiana;
  • Favorire la diffusione di una cultura di solidarietà affinché la comunità cristiana viva un intreccio dinamico tra annuncio, celebrazione e testimonianza della Carità;
  • Stimolare la società civile affinché maturi atteggiamenti di corresponsabilità;
  • Sollecitare una stretta collaborazione e valorizzazione dei servizi e delle risorse presenti sul territorio;
  • Costituzione di gruppi di auto aiuto in relazione alle stesse problematiche;
  • Attraverso un programma informatico, raccogliere i dati delle persone che prendono contatto con il centro, in tal modo diventare un punto di osservazione privilegiato e di statistica capillare, per la conoscenza delle situazioni critiche presenti sul nostro territorio;
  • Fare attività di promozione e sensibilizzazione del progetto a livello delle istituzioni locali.
  • Costituzione della Banca del Tempo per l’imprenditoria femminile e il Centro Aiuto alla Vita (CAV)

Strumenti 

  • Gli strumenti utilizzati per favorire queste finalità sono stati:
  • Conferenze di servizio
  • Attività di informazione e di ascolto delle richieste nei primi incontri con il coordinatore e responsabile della formazione;
  • Attività laboratoriali di “mappatura dei bisogni” il cui obbiettivo era quello di riconoscere e di esprimere i possibili bisogni non ancora realizzati per mancanza di tempo dedicato quasi in modo esclusivo alla famiglia, per mancanza di autostima, per mancanza di spazio per se stesse;
  • Attività laboratoriali differenti per sviluppare la dimensione del gruppo; la prima finalizzata ad unire le diversità di ognuna per realizzare il progetto del gruppo-comunità; la seconda finalizzata al miglioramento della competenza relazionale;
  • Sedute di Counseling e Direzione spirituale per le aderenti al progetto;
  • Feedback delle partecipanti sia sul proprio vissuto sociale-cristiano che sui contenuti del lavoro svolto.
  • Somministrazione di questionari scritti.

Frutti sul territorio

I frutti sono stati visibili fin da subito con la notevole partecipazione, l’interesse e la curiosità dimostrati dalle donne per l’argomento, dandoci conferma che abbiamo fatto la scelta giusta andando in questa direzione.

  • I miglioramenti tangibili nelle partecipanti che si sono avuti hanno riguardato:
  • La crescita personale e spirituale;
  • Il miglioramento della propria autostima;
  • La sperimentazione in prima persona dei risultati positivi che si possono raggiungere mettendo in comune qualcosa di se con l’altro per far nascere il gruppo-comunità;
  • Il come, compiere delle azioni insieme, facilita la realizzazione di un progetto comune;
  • Il vantaggio della relazione solidali come confronto con l’altro e come contrasto alla solitudine.

È stato possibile sperimentare come, migliorando semplicemente il modo di relazionarsi con gli altri, il più delle volte migliora il contesto, il come uno stato di benessere personale ci permette di trasmetterlo anche a chi è intorno a noi, abbassando il livello di conflittualità, predisponendoci maggiormente all’ascolto dell’altro e dei suoi bisogni.

La possibilità concreta di fare delle attività per se stesse, recuperando il proprio tempo e il proprio spazio, sentendosi parte di una comunità e di un progetto-provvidenza, ha generato anche una forza di volontà tale da riuscire a superare qualsiasi difficoltà che potesse impedire loro di essere protagoniste e non comparse.

La ricaduta più importante si è avuta nella creazione dei gruppi che diventando appuntamento fisso, sostengono e segnano anche la fuori uscita dalla solitudine e momento di confronto con chi vive le stesse problematiche. Inoltre le stesse partecipanti hanno promosso la diffusione del progetto verso altre donne, chiamandole a partecipare, ritenendola un’opportunità oltremodo unica e gratuita, preziosa per i momenti di crisi del nostro territorio dove tutto è fermo.

Eventuali difficoltà e criticità

Crediamo che l’unico nodo iniziale sia stato il non far coincidere l’approvazione del progetto con la disponibilità economica: questo avrebbe potuto permettere di iniziare con margini di tempo e di economia reali tali da soddisfare alcune esigenze di tipo logistiche lì dove sono previsti lavori di manutenzione straordinaria e acquisto di beni strumentali di cui si necessita nello start-up.

Riflessioni conclusive e prospettive

In un momento storico e sociale di eventi negativi, in cui la donna subisce ancora violenze di ogni natura, inaudite, si scopre ogni giorno che la stessa intelligenza utilizzata dagli uomini per produrre scoperte incredibili viene utilizzata per alienare la figura femminile.

Il nostro progetto ha voluto essere quasi un’anticipazione pur essendo una piccola goccia nel mare con cui dare un segnale di cambiamento, un segnale di attenzione al mondo della donna il cui vero rischio è l’isolamento, la carenza di interessi personali, la rinuncia ai progetti personali e la caduta di autostima tutti elementi pericolosi per le dinamiche sempre più complesse che oggi interessano l’equilibrio del nucleo familiare, delle relazioni e del contesto sociale.

Solo attraverso un nuovo processo vocazionale che permette il recupero della propria forza, rimettendo in gioco se stesse e la voglia di riscoprire risorse ormai dimenticate o non valorizzate, si può aprire la strada verso un futuro migliore per questa creatura delicata e meravigliosa da proteggere, in quanto, se vogliamo preservare la vita umana, è della donna, che in ogni modo possibile, bisogna prendersi cura.

Commenti chiusi.